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. . . e la ricerca si fa opera


Di Paolo Fraternali



Oggi stanno emergendo sempre più energie di libertà. Si trascura il fatto che gli esseri umani dispongono di un’ energia differente da quella che avevano duecento o cinquecento o mille anni fa. Oggi l’arte è una propria scienza di libertà. La conseguenza è il riconoscimento di una nuova espressione di energia esistente nel mondo che è rappresentata dall’essere umano e che costituisce una novità anche per l’essere umano. Sebbene ciò sia un dato di fatto, è ancora da assimilare, nonché praticare, insegnare e studiare. Cosicché oggi l’arte è scienza di libertà, quindi, di conseguenza, l’arte è in ogni cosa come produzione primaria o come produzione originale. Questo implica un aggiornamento metodologico dal momento che necessita affrontare tale “nuova scienza” su due livelli: da una parte quello che ci è stato tramandato dal passato, di quello che i nostri avi hanno prodotto e che adesso, senza una forte cultura storica, rischia di diventare un peso morto; e dall’altra, bisogna proiettarsi in modo preliminare, anticipatorio, nel futuro. Dovendoli affrontare simultaneamente, occorre superare il rischio di conflitto in quanto il nuovo cresce in seno al vecchio. Consegue un lavoro di ridefinizione, di criteri e idee per orientarsi in simili argomenti che non avrebbe successo se non ci fosse un filo che attraversa tutta la vita. Disegnare raccontando, mescolando segni e parole diventa azione importante per entrare nelle “storie” e aprire alla conoscenza.




Utilizzando le tecniche dell’incisione questo approccio si arricchisce del rapporto alchemico instaurato con gli elementi quali cere, sali, metalli, pietra, legno. La pratica evolve in ricerca e la ricerca si fa opera metabolizzando e attualizzando linguaggi che sembravano dismessi elevandoli a energia in fieri. Prendono forma azioni quali copiare, ricalcare, riprendere, ripercorrere, evidenziare, tradurre, sottolineare…che inducono ad ulteriori ripensamenti, sostanziali perché la propria storia diventi la storia di tutti. La riproducibilità è infatti l’aspetto che caratterizza l’incisione che, proprio per questa sua peculiarità, permette di coniugare la medesima idea a diverse soluzioni di stampa.



"Il trono di Bilquis", clacografia, 100.70 cm, 1993

I processi che questa tecnica espressiva stimola, uniti all’approccio pulito offerto dalla metodologia a basso impatto ambientale, diventano di fondamentale importanza nella formazione artistico-culturale degli artisti in formazione, sia in termini di ricerca che di esecuzione. In fondo come la poesia o il racconto reinvestano la realtà approfondendo lo studio di lingue del passato come il greco e il latino, anche gli esemplari (Stampe d’Arte) ottenuti da matrici incise dall’artista d’invenzione, trasfigura, seleziona, aggiunge significati a quella straordinaria mappa geografica che è “la Comunicazione Visiva “.

Disegnare sulla pietra calcarea incidere sul legno, sulla lastra di metallo, sul plexiglas, comporre con caratteri mobili e stamparli in genere su carta è oggi intesa come Arte Partecipativa e mira a ricostruire e a realizzare uno spazio comune collettivo di confronto condiviso non molto diverso dagli intenti che hanno dato origine alla stampa d’arte nel 1400 circa facendo emergere il desiderio-impegno di attivare il pubblico nell’arte partecipativa che si pone in antitesi rispetto al passivo consumo spettatoriale. La partecipazione quindi è parte di un racconto che attraversa la modernità. La nostra storia ci insegna che le curve, le volute e gli spigoli delle lettere sono state influenzate dai suoni con cui venivano chiamate le cose e, nel caso delle scritture ideografiche, il ricordo delle azioni, del movimento e della struttura degli oggetti è diventato segno. Forse la prima Incisione è nata come bisogno di imprimere la propria storia e desiderio di conoscenza. Ecco il genere di fede che si dovrebbe riporre nell’Arte. Si può dire che è in cammino verso qualcosa, perché seguendo i princìpi della vita non può essere già perfetta. In determinate circostanze, le idee prestabilite su come dovrebbe essere le cose potrebbero persino significare la morte dell’Arte.

E’ qualcosa di vivo, a volte solo un impulso iniziale; ma anche un simile impulso discontinuo può avere un certo valore evolutivo. In questo quadro il mio impegno a scuola si configura come mezzo di formazione per la scienza dell’arte e scienza di libertà restituendo solidità a risorse interiori tali da renderci immuni dalle ideologie del fare qualcosa come istinto o dal fare qualcosa di metodologicamente precostituito in funzione a corrette copiature. Perché le ideologie non sono solo idee, ma idee distorte in metamorfosi che celebrano impulsi istintivi mediante un sistema di pensiero. L’incisione si configura oggi più che mai ad esaminare le cose in maniera rigorosa con presenza di spirito e prospettive ampie cogliendo contesti e quadri generali delle forze con il continuo confronto come, ulteriore organo di monitoraggio, che aiuterà ad osservare, capire ed a evolvere. I progetti saranno per tanto stimoli che solleciteranno commenti perché in fin dei conti sono opere in via di sviluppo come domande in cerca di ampliamento, miglioramento e approfondimento……

la ricerca si fa opera……


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